Le abitudini culinarie della valle d’Ayas sono molto simili al resto delle altri valli valdostane. Una cucina contandina che si fonda sui prodotti della terra e su quelli dell’allevamento. C’è stata un’influenza da parte dei paesi limitrofi come della Svizzera e della Francia.

I cereali, coltivabili anche ad altitudini maggiori permetteva di produrre il pane in casa. Quasi ogni villaggio possedeva un forno ed il pane veniva preparato e cotto una volta l’anno. Veniva messa a seccare su apposite rastrelliere. Questo s’induriva e veniva consumato per il resto dei mesi. Per renderlo mangiabile ci volevano dei latticini oppure un brodo in cui ammollarlo. Ma la carne, anche per fare il brodo, non era di uso quotidiano, la sostituiva spesso con la verdura dell’orto o con le erbe spontanee.

Il granoturco per la polenta fu importato in Val d’Aosta alla fine del 1700 e quindi si viveva esclusivamente o quasi sulla produzione locale: latte, burro, formaggio, pane di segala, rape e miele.

All’inizio del 900, sino all’ultima guerra mondiale, il menu era pressochè identico per tutte le famiglie: A mezzogiorno polenta e formaggio, alla sera minestra con panna e formaggio, e alla mattina successiva minestra riscaldata della sera precedente. Chi svolgeva lavori più duri, mangiava polenta con formaggio 3 volte al giorno. L’alimento che allora teneva il posto della pasta, del riso e del granoturco era l’orzo, in quanto questo cereale cresce in terreni molto poveri e soffre meno della siccità di altri cereali (come la segala).

Sempre all’inizio di questo secolo erano pochi gli elementi importati quali riso, pasta, meliga e frumento per il pane.

Ora, il cibo delle nostre famiglie è ricco e vario, per la maggior parte, eccetto i latticini, le patate e la carne, il resto viene importato da fuori.